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giovedì 11 giugno 2015

Recensione: Una ragione per restare di Rebecca Donovan, Il nostro segreto universo #2


Trama: Emma sembra essere uscita vincitrice nella sua lotta contro la violenza in casa. Adesso che tutti sanno ciò che succede tra quelle quattro mura, il suo aguzzino non può farle più del male. Ma è ancora tremendamente vivo il ricordo di quella tragica notte. I lividi possono sbiadirsi, si sa, ma le cicatrici e le paure restano intatte. Come farà Emma a riprendersi la sua vita mentre riesce a malapena a respirare?

La mia recensione

     Devo ammettere che ero in ansia perché non riuscivo ad immaginare un seguito visto il libro precedente, poiché essendo stato così bello e profondo ed avendo toccato argomenti così delicati, aveva creato delle aspettative piuttosto alte.
Ovviamente non mi ha deluso nemmeno un po'.

      Io partirei dalla forza di questa ragazza, che continua ad andare avanti in una vita che è più che altro un percorso ad ostacoli. Una ragazza che sopporta sofferenze più grandi di quante un qualsiasi essere umano possa sopportare. Una ragazza che non fa in tempo a prendere fiato che il mondo le crolla addosso ancora ed ancora. Chi di noi sarebbe ancora in piedi dopo tutto ciò che è accaduto a lei? Beh in pochi penso.

      L'autrice ci porta a fondo nella straordinarietà di questa ragazza, facendoci vivere i suoi timori, i suoi dubbi e le sue paure, soprattutto la sfumatura della paura più difficile da cogliere, la paura di risucchiare nel suo baratro personale le persone che ama, persone che ha paura di "macchiare" con i suoi drammi, visto che, per loro fortuna, vivono vite meravigliose, senza le macchie che, purtroppo, hanno deturpato la sua esistenza. 
Ed è qui che entra Jhonatan, personaggio che IO ho amato, perché secondo la mia personale concezione, nessuno e dico nessuno può comprendere realmente i tuoi problemi se non li hai vissuti in prima persona, sì, possono dire di intendere, tentare di afferrare, ma solo chi tocca il fondo può CAPIRE cosa significa starci per davvero!

     Ecco perchè non giudico il suo gesto, e non giudico nemmeno Emma quando dice che voleva vedere Carol o Rachel morte, chi siamo noi per poter giudicare? Cosa possiamo saperne noi, o Sara, o Evan, di che cosa significhino anni di abusi fisici, a danni tuoi o dei tuoi fratelli? Di madri alcoolizzate, che nemmeno si comportano da tali? Io penso che nessuno possa giudicare che cosa l'esasperazione ed il dolore profondo ti possano portare a fare, se davvero non lo hai vissuto sulla tua pelle. Ovviamente non giustifico, ci mancherebbe, ma non posso condannare nessuno perché io per fortuna non ho mai dovuto avere a che fare con tanta brutalità. 

       Mamma mia quanto di me è venuto fuori, ma questo più che un libro, secondo me, è uno spunto di riflessione sulla vita e sui drammi, spesso inutili, che crediamo di vivere, dovremmo guardarci di più intorno e ed essere più felici delle nostre vite NORMALI, perché queste barbarie esistono per davvero!
    Tornando al libro, sono davvero curiosa di capire come andrà a finire! 


"Quando alzo lo sguardo al cielo e vedo l’universo che brilla sopra di me, tutto mi sembra possibile.
Ho passato gran parte della mia vita a cercare di arrivare a un futuro che ancora non è arrivato, o a evitare un passato del quale non riuscivo a liberarmi. Non ricordo quando ho smesso di vivere nel presente, di aggrapparmi alle cose che stavo facendo."

   la vostra 

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